Frammenti di (Pier)Pioggia

Pensieri e parole alla ricerca di un'identità

lunedì, giugno 19, 2006

Il Bar Bellaria (2): Il Gestore (reprise)

La vita nel bar bellaria scorre tranquilla (a parte qualche piccola rissa provocata da qualche esagitato, ma prontamente risolta dal sig. Carlo, la cui unica preoccupazione è che non si pestino nel locale; a questo scopo allontana di peso i contendenti e una volta fuori dal locale li riappacifica dicendo «Adesso potete continuare») e il tempo scandisce minuziosamente gli appuntamenti importanti, per esempio le pulizie complete del locale, effettuate con puntualità svizzera ogni 2 anni (ossia in concomitanza con gli europei e quindi i mondiali di calcio). Durante questi importantissimi appuntamenti sportivi, in casi particolari legati al fuso orario del paese organizzatore, è possibile partecipare ad un’agape fraterna nella quale si gustano cibi dalla provenienza esotica, come un risotto verde o una pasta grigia. Inutile domandare a Carlo di cosa si tratta perché risponde “segreto” e c’è da credergli per due buone ragioni: primo perché è grosso e cattivo, secondo perché effettivamente gli ingredienti sono un segreto anche per lui. E il fatto che non assaggi le portate rende la cosa ancora più inquietante. Verso la fine dell’estate, terminato il periodo di rodaggio culinario sui nostri stomaci, intorno a settembre troneggia sulla porta di ingresso un cartello con la seguente scritta: “Non fare il tacchino: assaggia i primi del Carlo”. Per quale ragione Carlo disprezzi così tanto i tacchini non è dato sapere, ma si sospetta che pure i suoi tacchini si siano rifiutati di mangiare la poltiglia (ecco perché si dice “cervello di gallina” e non “cervello di tacchino”), oppure che a seguito dell’ingestione del prodotto i tacchini abbiano subito una mutazione genetica e scorazzino senza controllo nella foresta sub-tropicale del cortile. Anzi, qualcuno sostiene che sia stata proprio la concimazione col risotto verde a fare crescere in modo spropositato la timida vegetazione del bar.

11 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Risotto verde e pasta grigia???
Mah! io non sono una grande cuoca... ma.. il Sig. Carlo mi sa tanto che mi batte...
Buona serata
Arianna

19 giugno, 2006 17:58  
Blogger sonia said...

Pier, spiega anche a me com'è sto risotto verde e la pasta grigia del signor Carlo.

19 giugno, 2006 20:34  
Anonymous Anonimo said...

Pier???!!!...
Stamattina sei latitante???
Arianna

20 giugno, 2006 09:37  
Anonymous Anonimo said...

wow... mica orgaznizza dei corsi di cucina che mi iscrivo subito... deb

20 giugno, 2006 15:22  
Blogger Pier said...

Ciao a tutti, ieri in effetti sono stato preso da architetti, supervisori, costruttori e notaio e non ho potuto rispondere...
E' impossibile spiegare l'associazione tra colori e cibo dei primi (che poi ovviamente diventavano anche gli ultimi) del sig. Carlo. Io non mi sono avventurato molto in queste esperienze culinarie, ma per quello che ricordo si trattava di un risotto al pistacchio e di una carbonara... fatta probabilmente con uova di tacchino! :-)
In ogni caso temo che il sig. Carlo cucinasse comunque meglio di me...

21 giugno, 2006 08:50  
Anonymous Anonimo said...

Pasta grigia = carbonara...
Caspita l'hanno appena detto alla radio... la carbonara si chiama così perchè dovrebbe essere nera come il carbone (per il pepe che dovrebbe contenere)
Mah! non si finisce mai di imparare... la mia carbonara è gialla??!!! boh!
Arianna :)

21 giugno, 2006 11:07  
Blogger Carmen said...

MmM vorrei provare queste prelibatezze! Spero vivamente di averne la possibilita' anche per poter dare al signor cuoco carlo le ricette di mia zia che sicuramente lui apprezzerebbe! (solo lui naturalmente) :))))

21 giugno, 2006 16:26  
Blogger Pier said...

Carmen... 'Un te lo consiglio proprio! :-)

21 giugno, 2006 16:31  
Blogger Carmen said...

Be' se son riuscita a morire di qualche malattia strana a casa di mia zia credimi... posso sopravvivere a tutto!!! (cmq non son livornese :))) anche se adoro il vernacoliere)

21 giugno, 2006 17:29  
Blogger sonia said...

io sinceramente vorrei assaggiarla...mmmhh

21 giugno, 2006 19:53  
Blogger Düsseldorfer said...

ahahahha
Meravigliosa la puntualità svizzera delle pulizie e impeccabile la spiegazione del perché si dice cervello di gallina

Sto ancora ridendo e sono in ufficio ...fra un po' chiamano la neuro! :)

22 giugno, 2006 09:22  

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